Lettera a una professoressa

AA.VV. | Athenaeum Edizioni Universitarie 2020

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Descrizione

"Al tempo in cui venne scritta Lettera a una professoressa,l'arabo non si studiava nelle scuole europee: il potere si guarda bene dal fare studiare le lingue degli oppressi e dei diseredati.Una scelta compiuta un po' per disprezzo, un po' per calcolo: sei poveri si uniscono, lo scettro dei potenti può vacillare! A Barbiana invece l'arabo si studiava perché era una scuola di liberazione. E siccome la liberazione non avviene per concessione dall'alto, ma per conquista dal basso, a Barbiana si studiavano tutte le lingue possibili perché si riteneva fondamentale che i poveri potessero comunicare fra loro per rompere insieme le catene dell'oppressione. Personalmente non avevo ancora quindici anni quando cominciai a studiare l'arabo. A Barbiana vigeva la convinzione che per quanto possibile lo studio non deve essere una fatica, ma un divertimento, per cui le lingue si studiavano attraverso l'ascolto e la ripetizione, in modo da impararle come fanno i bambini." (Dall'introduzione di Francesco Gesualdi)

Dettagli

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  • Anno edizione:
  • AA.VV.
  • Athenaeum Edizioni Universitarie
  • -
  • 2020
  • In commercio dal:
  • Pagine:
  • Lingua:
  • EAN:
  • 30 giugno 2020
  • 316 p.
  • ITA
  • 9788832158151

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