Descrizione
«Esiste un pensiero cattolico? La domanda non riguarda la sua possibilità ma la sua effettualità. Dovremmo chiedere: Esiste (ancora) un pensiero cattolico?» (Massimo Borghesi). Il grande lavoro di riflessione teologica e filosofica che ha accompagnato la stagione del Concilio Vaticano II, giunto a maturazione nei primi anni '60 del secolo passato, si è, da tempo, affievolito. Abbandonata la tradizione scolastica, anche per i suoi limiti evidenti, da più parti si lamenta la scomparsa di maestri e il vuoto di un pensiero cattolico all'altezza delle sfide, drammatiche ed urgenti, imposte dal tempo storico. Il volume analizza le motivazioni che stanno dietro a questa crisi concentrandosi su alcuni nodi essenziali: la relazione tra cristianesimo e filosofia, tra fede e ragione, cristianesimo e religioni. Tra i punti chiave emerge il confronto tra idealismo e realismo cristiano con, al centro, il tema fondamentale della Resurrezione. Da ultimo, è la relazione tra teologia e politica che si impone alla riflessione. Attraverso il ventaglio dei percorsi emerge la rilevanza di un pensiero cattolico retto dal criterio di analogia, egualmente distante dalle logiche di "identità" e di "contraddizione" che attualmente guidano il mondo. Si tratta di un pensiero "polare", capace di unire per distinguere e di distinguere per unire. Massimo Borghesi, il filosofo che più si è dedicato allo studio della cultura cattolica contemporanea, con questo volume offre un contributo, critico e originale, al dibattito ideale odierno stretto tra una globalizzazione uniformante, da un lato, e un identitarismo manicheo, dall'altro.
Dettagli
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21 agosto 2026
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672 p.
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ITA
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9788816307988
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