La vergogna prometeica

di Scarane Giuseppe | Youcanprint 2026

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Descrizione

"La vergogna prometeica" è un saggio filosofico e antropologico che indaga la condizione dell'uomo nell'epoca della tecnica, seguendo la linea teorica di Günther Anders. L'autore mostra come l'essere umano, di fronte ai prodotti perfetti e instancabili della tecnologia, viva oggi un sentimento di inadeguatezza, una "vergogna" verso ciò che egli stesso ha creato. Come si legge nel testo, l'uomo moderno "si vergogna quando interagisce con le macchine, in quanto i prodotti e le prestazioni che la tecnica riesce a creare sono più efficienti e complete di lui". Scarane interpreta questo fenomeno come una mutazione antropologica: la singolarità, la fragilità corporea, la libertà e l'immaginazione risultano alterate da un mondo tecnologico che accelera, automatizza e supera l'umano. L'era nucleare, segnata dalla bomba atomica, diventa il simbolo di un potere che eccede la capacità emotiva e immaginativa dell'uomo. Parallelamente, il saggio attraversa la crisi delle grandi narrazioni: la morte di Dio annunciata da Nietzsche, il tramonto degli ideali politici evocato da Pasolini, l'ascesa del consumismo come supplizio di Tantalo che moltiplica desideri senza soddisfarli. Denaro e tecnica, da mezzi, diventano fini; l'uomo non è più "pastore dell'essere", ma funzionario di apparati economici e tecnologici. Scarane analizza anche la dissoluzione dei legami comunitari, la solitudine contemporanea e la passività descritta dal "principio della rana bollita" di Chomsky, metafora di una società che accetta lentamente il degrado morale e culturale: "La temperatura continua a salire ancora e la rana muore bollita". Il primo capitolo approfondisce la figura di Caino come paradigma della violenza fratricida e dell'invidia che nasce tra prossimi, non tra estranei. La domanda "Sono forse io il custode di mio fratello?" diventa il punto di partenza per riflettere sulla responsabilità, sulla colpa e sulla possibilità di ricostruire la fratellanza come fondamento etico. Nonostante la diagnosi severa, Scarane indica una via d'uscita: recuperare la misura, la giustizia e la tessitura dei legami, seguendo il Platone del Politico e valorizzando la diversità come principio democratico (episodio di Babele). La speranza, alimentata dalla gratitudine, diventa l'energia per costruire "mattoni nuovi" nei deserti della contemporaneità. Il libro si chiude con un invito a ritrovare il coraggio di sognare: "Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di viverli".

Dettagli

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  • 2 settembre 2026
  • 238 p.
  • ITA
  • 9791224087113

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