A caccia in Maremma. La pratica venatoria nel Medioevo (VII-XVI secolo)

di Marcello Guazzerotti | C&P Adver Effigi 2014

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Descrizione

La caccia che noi oggi conosciamo con le sue regole e le sue tradizioni, è divenuta tale quando da semplice attività necessaria per difendersi e nutrirsi, con l'evolversi della civiltà, è diventata un tipo di svago; uno sport con i suoi entusiastici praticanti e i non meno convinti detrattori. Le trasformazioni più importanti sono avvenute nel periodo intercorrente tra la fine dell'impero romano e l'avvento delle armi da fuoco. È durante questo lungo periodo che si è evoluto il significato sociale della caccia, che si sono differenziate motivazioni e metodi di caccia tra i nobili ed il popolo, che si sono approvati regolamenti e limitazioni e con l'evolversi delle scienze e delle conoscenze è progredita la specializzazione delle tecniche, degli strumenti e degli ausiliari. Scopo di questa breve ricerca è l'evoluzione dell'attività venatoria e dei suoi riflessi sociali, religiosi, economici e alimentari in un periodo che per semplicità definiremo il Medioevo, con particolare riferimento al territorio della Maremma. L'intento sicuramente ambizioso è stato quello, all'interno di un processo più vasto che ha interessato tutta l'Europa, di ricercare le evidenze storiche, archivistiche e archeologiche che tracciano un quadro dell'attività venatoria in Maremma durante quei secoli.

Dettagli

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  • 28 febbraio 2014
  • 136 p.
  • ITA
  • 9788864333960

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