La città si sveglia fascista. Il volto di Palermo tra ventennio e dopoguerra

di Vincenzo Prestigiacomo | Nuova IPSA 2012

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Descrizione

L'avvento del fascismo crea a Palermo un clima politico teso. Gli aderenti al Circolo Universitario Cattolico denunciano aggressioni delle camicie nere locali che strappano ai giovani popolari la loro tessera. A rischio anche la vita di Don Luigi Sturzo, che nel luglio 1923 si rifugia a Londra. Nel capoluogo siciliano l'imprenditoria non decolla. Hanno difficoltà a trovare un'occupazione i giovani laureati e i capifamiglia sopra i cinquant'anni. Piomba in Sicilia Cesare Mori e con i suoi metodi forti costringe il popolo a collaborare contro la mafia. Escono dalla scena i Florio, una famiglia che ha dominato in Sicilia e oltre lo Stretto per più di un secolo. Negli anni bui della guerra godono di privilegi capi fascisti e alti ufficiali. L'arrivo degli Alleati restituisce ai siciliani speranze di giorni migliori. Il Separatismo vive tra inganni e delusioni. Il dopoguerra è la stagione delle conquiste con sete di libertà e fame di terra. Dopo i sanguinosi delitti della banda Giuliano, la Sicilia cerca di cambiare volto. Ed è qui che vengono accesi i riflettori sul "Gattopardo" di Tomasi di Lampedusa, mentre entra in vigore la legge Merlin.

Dettagli

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  • 14 novembre 2012
  • 168 p.
  • ITA
  • 9788876764837

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