Descrizione
Il segno della croce è un paradosso: allo stesso tempo rappresenta scandalo e stoltezza, potenza e sapienza. La croce, con l'uomo crocifisso, è simbolo dell'innocente sacrificato alle ragioni del potere, è lo scandalo della morte di un bambino, è la stoltezza di ogni guerra. La croce, con l'uomo crocifisso, è la misura di un amore smisurato, di un dono generativo di vita, di una libertà e gratuità assolute. È sempre l'Uomo al centro: è lui che fa della croce uno strumento di morte oppure una sorgente di vita. La croce è il segno per eccellenza dei cristiani. La sua rappresentazione è cambiata nel corso della sua storia. Nei primissimi secoli al segno della croce si preferivano altri simboli come il pesce, l'àncora, i pani. La croce era un patibolo, uno strumento per eseguire le condanne a morte e quindi qualcosa di obbrobrioso. A partire dall'imperatore Costantino la croce inizia ad essere rappresentata. In tutta la prima parte del Medioevo (fino all'inizio del XIII secolo) la Croce era raffigurata come albero di vita, come segno di vittoria, ricca di pietre preziose. La vediamo nei mosaici delle basiliche di Ravenna, nel mosaico della Basilica di san Clemente a Roma. Con l'avvento degli ordini mendicanti (francescani e domenicani, XIII secolo) il Cristo risorto e vittorioso con gli occhi ben aperti è sostituito dal Cristo sofferente, "passo", morto. Emblematici di questo periodo sono i crocifissi di Cimabue e Giotto. Oggi la croce/il crocifisso tendono ad essere simbolo di ogni sofferenza umana. Le crocifissioni di William Congdon sono tra le più significative. Questo catalogo della mostra "Nel segno della croce" si pone in questo filone contemporaneo della rappresentazione del simbolo cristiano diventato simbolo universale.
Dettagli
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Marangon Dino
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Il Prato
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Arte
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2026
- In commercio dal:
- Pagine:
- Lingua:
- EAN:
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1 aprile 2026
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36 p.
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ITA
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9788863366952