Descrizione
I moti del 1848 sono stati definiti "l'inizio delle rivoluzioni", perché misero in questione le strutture monarchiche in tutta l'Europa. Per quanto riguarda l'Italia il fenomeno più rilevante é dato dall'inizio concreto del Risorgimento. In particolare delle idee repubblicane di Giuseppe Mazzini, delle imprese dell'eroe dei due Mondi, Giuseppe Garibaldi e dalla concretezza di Camillo Benso Conte di Cavour. In questo splendido saggio storico, non si trova nessuna maledizione nei confronti di Garibaldi o di Cavour, come farebbero pensare i titoli, Golpe di Cavour e Mannaggia a Garibaldi!, ma vi é al contrario una visione critica, severa, senza sconti sulle origini del Risorgimento nazionale e sul processo, non sempre lineare, improntato a giustizia e privo di esecrandi fatti di sangue, che portò all'unificazione politica e statale dell'Italia. Arturo Bascetta, con la sua consolidata capacità di ricerca di documenti, diari, testimonianze le più svariate, racconti popolari, sentenze di tribunali, decisioni amministrative, confessioni e quant'altro, ci dà un quadro storico chiaro, preciso, circostanziato della fase risorgimentale della provincia di Avellino, da cui si distaccò buona parte della nascente provincia di Benevento, dal 1848 al 1863-64, e dei rapporti stretti di queste con la Napoli di Franceschiello prima e, dopo, con l'autorità di Garibaldi e della Casa Sabauda. Dinanzi ai nostri occhi passano piccoli e grandi fatti della stragrande maggioranza dei Comuni dell'ex Principato Ultra, documentati e accurati dalla certosina ricerca da topo di biblioteca che é la più grande virtù dell'Autore. Testimonianze storiche, in verità, spesso trascurate dalla Storia con la "S" maiuscola, le quali hanno un valore inestimabile per tutti coloro a cui sta a cuore conoscere i fatti delle proprie contrade, dei propri villaggi e paesi, dei propri eroi, dei propri briganti, delle imprese dei propri compaesani e delle loro azioni, eroiche o meschine che fossero, che hanno contribuito all'unità d'Italia. Non é una storia minore, come certi astratti e pseudo-storici vanno farfugliando, ma é di fatti storici della provincia di Avellino che si parla, congiunti ai grandi avvenimenti dell'unità d'Italia, pensieri e correnti che sono alla base dell'Europa moderna. Il punto di vista del Nostro, via via che approfondisce i problemi storici, politici, sociali e culturali dell'Ottocento, il loro peso e significato, dimostra l'erroneità delle valutazioni e dei giudizi correnti che sul Risorgimento e sulle sue origini oscillano di solito tra la tesi dell'unità d'Italia come risultato della politica delle grandi potenze europee e l'altra dell'Italia "che fa da sé", che porta a compimento la sua unificazione politica e statale attraverso un processo autonomo, spesso in contrasto con le finalità di tali grandi potenze in opposizione alla stessa unità della Penisola. Certo la dottrina mazziniana e il "primato" italiano giobertiano sono idee che si determinano entro la comune coscienza europea che mai fu così vivace ed alacre come nel periodo compreso tra il 1814 ed il 1848. Dopo le guerre napoleoniche, infatti, le vie nazionali si sentono ravvicinate proprio dal momento in cui Napoleone aveva costretto tutti a guardare all'Europa. Certo l'orientamento europeo non esclude affatto i sentimenti nazionali. Anzi tali sentimenti sono possibili in quanto il senso della nazionalità é diventato ormai una forza irriducibile. In questa visione della storia ogni patria rappresenta un ideale universale, un momento eterno dell'umanità. Bascetta, in verità, pone alla base dell'unità d'Italia un forte dubbio critico. Il Mezzogiorno era intriso di contraddizioni. Una parte del popolo era fortemente fedele ai Borbone, la più avanzata e progressista della quale sperava nella permanenza della dinastia, se avesse concesso la Costituzione.
Dettagli
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Bascetta Arturo
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ABE
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Anarchici senzatempo
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2026
- In commercio dal:
- Pagine:
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- EAN:
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23 febbraio 2026
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Numero di pagine sconosciuto
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ITA
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9788872976814