Descrizione
introduzione peste e spie all'alba della catastrofe la microstoria con le fonti europee Per penetrare la fitta rete di segreti, paure e congiure che agitarono la capitale meridionale prima della discesa di Carlo VIII di Francia, l'indagine dell'Autore non si è limitata alla pur preziosa cronachistica locale. La narrazione si sviluppa lungo un costante e rigoroso contrappunto filologico, ponendo al centro il celebre diario annalistico di Notar Giacomo e facendolo dialogare con le voci popolari e visive del sarto di corte Ferraiolo e le note clinico-politiche dell'aversano Silvestro Guarino. La vera ossatura scientifica del testo risiede tuttavia nell'incrocio sistematico delle fonti d'archivio e d'ambasciata, nazionali ed europee. Ogni oscillazione biologica della corona e ogni tumulto della piazza trovano un riscontro immediato e speculare nei dispacci cifrati delle spie milanesi del Fondo Sforzesco, nelle relazioni mantovane e nell'azione contabile e poliziesca della Regia Camera della Sommaria di Napoli. La complessa "guerra sotterranea" tra la dinastia aragonese e il papato riemerge dalle monitorie di scomunica estratte dai Regesta Vaticana dell'Archivio Apostolico Vaticano, mentre la parallela e drammatica crisi economica - segnata dal crollo del credito e dai prestiti forzosi - è documentata foglio per foglio attraverso i libri giornali del Fondo Antichi Banchi Meridionali. L'orizzonte della ricerca si allarga inevitabilmente oltre i confini della penisola. La Napoli del 1493 cessa di essere una realtà isolata per divenire il fulcro delle preoccupazioni geopolitiche del Mediterraneo e dell'Europa rinascimentale. Attraverso le trascrizioni letterali e i documenti di Madrid, Lisbona, Parigi e Londra, il lettore potrà osservare come le grandi potenze seguissero l'agonia del Regno: i Re Cattolici di Spagna, attenti a tutelare la linea collaterale dinastica attraverso l'invio d'oro e il monitoraggio dei profughi ebrei; la corte di Portogallo, preoccupata per il blocco dei propri capitali sul molo partenopeo; i consiglieri francesi, guidati dalla lucida penna di Philippe de Commynes, pronti a cogliere nella paralisi sanitaria e burocratica di Napoli il semaforo verde per l'invasione; e perfino i fattori inglesi di Enrico VII Tudor, pronti a congelare il mercato della lana dinanzi al profilarsi della tempesta. Ad arricchire questo mosaico intervengono infine le voci dei cenacoli umanistici. I versi latini e volgari di Giovanni Pontano, Jacopo Sannazaro, Rogeri de Pacienza, Francesco Galeota, Pietro Jacopo De Jennaro, Pietro Antonio Caracciolo, Tristano Caracciolo e Cataldo Parisio non vengono qui trattati come semplici ornamenti letterari, ma como autentici reperti storici. Nelle loro elegie, nelle loro farse e nei loro epistolari amari, la metafora della malattia, del gelo invernale e della contrazione dello spazio civile si rivela per ciò che era realmente: la percezione immediata, carnale e psicologica, del tramonto definitivo dell'indipendenza meridionale. Offrendo al lettore la trascrizione fedele di ogni documento tra virgolette «» e la sua immediata traduzione, questo libro si propone come un viaggio senza finzioni storiografiche tra le nebbie, le pesti e le armi di una Napoli che si avviava, consapevole e terrificata, verso la fine del suo Rinascimento. L'Editore
Dettagli
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di
Della Morte Giacomo, Ferraiolo Melchiorre, Guarino Silvestro
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ABE
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Cronotassi del Regno di Napoli
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2026
- In commercio dal:
- Pagine:
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- EAN:
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3 settembre 2026
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144 p.
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ITA
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9788872972809