Darsi a stabile lavoro. La colonia confinaria di Pisticci

di Dipierro Marco | Edigrafema 2026

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Descrizione

Nel 1926 il regime fascista istituì il «confino di polizia», una misura restrittiva della libertà comminata per via amministrativa e non giudiziaria. Nel 1937 l'ispettore Ercole Conti, su incarico del governo, segnalò l'agro di Pisticci tra i luoghi idonei al «graduale concentramento» dei confinati, progetto che fu realizzato dall'imprenditore Eugenio Parrini. Dato che il territorio era paludoso e insalubre, i confinati furono costretti a provvedere con le loro braccia a risanarlo: così trovò compimento l'auspicio fascista di unire «la bonifica agricola e la bonifica umana». Tra il 1939 e il 1943, col lavoro di confinati e internati vennero bonificati 1500 ettari, creata un'azienda agricola, edificate 38 case coloniche, costruite strade e realizzato un nuovo villaggio. Nel settembre 1943, con la fuga di due internati slavi entrati in contatto con le truppe inglesi appena sbarcate a Taranto, la colonia fu liberata definitivamente e trasformata, per i successivi due anni, in campo profughi, sotto il controllo alleato.

Dettagli

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  • di Dipierro Marco
  • Edigrafema
  • Fuori collana
  • 2026
  • In commercio dal:
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  • EAN:
  • 9 luglio 2026
  • 260 p.
  • ITA
  • 9791282456104

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