Descrizione
Noi, che istintivamente scrivevamo con la destra senza sforzo, eravamo contente di non essere sbagliate, anche perché le suore più anziane ci dicevano che la sinistra è la mano del diavolo. Quello era di uno dei tanti modi con cui ci veniva rappresentata la differenza tra bene e male, tra giusto e sbagliato. Così crescevamo noi "boomers", anche Fabio ed io, essendo compagni di scuola ed amici durante il liceo. Erano anni che abbiamo vissuto nell'esplorazione di noi stessi e della vita, scettici di una visione precostituita della strada in fronte a noi in bianco e nero che sentivamo imposta da contesti arcani che non tenevano conto delle infinite tonalità e sfumature del colore. Dal substrato dell'Italia del boom economico di quegli anni la contrapposizione politica, le battaglie fisiche ed intellettuali contro sistema, conformismo, intolleranza, e bigottismo prendevano forma in maniera vigorosa; si marciava contro l'educazione impartita da famiglie e scuola - pubblica o privata, laica o confessionale che fosse - fondata su solidi principi e caposaldi morali. Questa è una vera autobiografia, sebbene sia narrata in maniera fantastica. Ad ogni personaggio corrispondono persone o gruppi di persone reali così come i fatti e le circostanze narrate tratteggiano la vita di Fabio. Da Paolo che rappresenta i primi amori e seduzioni adolescenziali, a Rocco che fonde in sé il fratello maggiore ma anche il cugino e alcuni alpinisti amici, fondamentali per la sua evoluzione alpinistica e di vita. Alla montagna e all'alpinismo Fabio ha dedicato appassionatamente e senza tregua quindici anni della sua vita, quelli dell'adolescenza e della maturità di trentenne. Grandi imprese ne hanno fatto un alpinista rinomato nell'Italia degli anni ottanta. Sentirsi diversi e non sincronizzati col mondo circostante, provare quella permanente e sgradevole sensazione di generico disagio alla quale non riusciamo a dare un nome, quel dubbio che ci fa sentire in errore, quel condizionamento scolpito negli strati più profondi dell'inconscio per cui a volte ci sentiamo sbagliati come quella bimba mancina, o come quando non ci si riconosce in parti nettamente delineate ma altrove, in una zona intermedia non ben definita e chiara. dalla prefazione di Alessandra Menicucci Fabio Delisi vive a cavallo di due secoli e due millenni. Tra l'era analogica e quella digitale, dagli anni della guerra fredda all'avvento della globalizzazione, tra miti effimeri e millenarie saggezze. Nato nel 1958 in Brasile, trascorre la prima infanzia in Argentina, per poi trasferirsi in Italia, a Roma, dove ha vissuto fino all'età di trent'anni. Da allora vive nel Sud-Est asiatico, e attualmente risiede a Kuala Lumpur. La montagna e l'alpinismo sono stati per lui elementi formativi fondamentali. Ad entrambi Fabio ha dedicato appassionatamente e senza tregua quindici anni della sua vita, quelli dall'adolescenza alla maturità di giovane uomo. Più di settecento ascensioni nelle Alpi e nel mondo e numerose "prime" di alto livello tecnico ambientale ne hanno fatto un alpinista rinomato nell'Italia degli anni Ottanta. Ha anche professato il mestiere di guida alpina, esperienza che lo ha portato a riflettere intensamente su quegli anni innescando le scelte e gli avvenimenti a seguire. È nato maschio sebbene nel tempo abbia imparato che la sua natura e sensibilità trascendono questo genere. Il suo trascorso alpinistico è sfociato in una vita d'impresa nel turismo, di arte pittorica e di scrittura nei tropici caldi e umidi.
Dettagli
- Autore:
- Editore:
- Collana:
- Anno edizione:
-
Delisi Fabio
-
Versante Sud
-
I rampicanti
-
2025
- In commercio dal:
- Pagine:
- Lingua:
- EAN:
-
20 settembre 2025
-
250 p.
-
ITA
-
9788855472098